Chi può rinunciare all'eredità e cosa sapere per non sbagliare

Scopri chi ha diritto a rinunciare all'eredità e come funziona davvero

Guida pratica per capire chi può rinunciare all'eredità senza errori

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Chi può rinunciare all'eredità e come farlo senza rischi

Chi può legalmente rinunciare all'eredità

Può rinunciare all'eredità chiunque venga chiamato a succedere. Quindi figli, coniuge, genitori, fratelli e sorelle possono scegliere di non accettare.

Anche i soggetti nominati nel testamento possono rinunciare. Non importa se sono eredi legittimi o testamentari. La legge italiana permette sempre di rinunciare, senza obbligo di accettare nulla contro la propria volontà.

È importante sapere che possono rinunciare anche gli eredi minorenni o incapaci, ma in questi casi serve l'autorizzazione del giudice tutelare per proteggere i loro interessi.

Come si fa a rinunciare all'eredità

La rinuncia si fa con una dichiarazione formale. Non basta dire a voce che non si vuole l'eredità. Serve un atto scritto davanti a un notaio oppure presso la cancelleria del tribunale competente.

L'atto di rinuncia viene registrato e reso pubblico. Solo così produce effetti legali. Se non si fa questa procedura corretta, si rischia di essere considerati comunque eredi, con tutte le conseguenze del caso.

Chi rinuncia deve consegnare anche i documenti richiesti, come il certificato di morte del defunto e i propri dati identificativi completi.

Quali sono i tempi per rinunciare all'eredità

In linea generale, si hanno dieci anni di tempo dalla data di apertura della successione per rinunciare all'eredità. L'apertura coincide con la morte del defunto.

In casi particolari, se c'è una richiesta da parte di creditori o di altri eredi, il tribunale può fissare un termine più breve per decidere se accettare o rinunciare.

Se si accettano anche solo implicitamente dei beni, come usare soldi o immobili del defunto, si viene considerati eredi taciti e non si può più rinunciare. Attenzione a ogni gesto che può sembrare accettazione.

Cosa succede se si rinuncia all'eredità

Chi rinuncia è considerato come mai esistito nella successione. I beni e i debiti passano agli altri eredi secondo le quote stabilite dalla legge o dal testamento.

Se tutti gli eredi rinunciano, i beni possono passare allo Stato o a soggetti indicati in subordine dal defunto. Nessuno può essere obbligato ad accettare contro la propria volontà.

Attenzione: se si rinuncia, non si può più tornare indietro a meno che non siano intervenuti vizi gravi nell'atto di rinuncia, come errori o inganni.

Chi non può rinunciare all'eredità

Non può rinunciare chi ha già accettato l'eredità in modo espresso o tacito. Usare beni del defunto, vendere un suo immobile o saldare i suoi debiti significa aver accettato.

Una volta che l'eredità è accettata, anche senza atto formale, non si può più rinunciare. L'erede diventa responsabile per i beni e anche per i debiti del defunto.

Anche chi è interdetto legalmente o incapace di intendere e di volere non può rinunciare senza autorizzazione di un giudice tutelare.

Quanto costa rinunciare all'eredità

Il costo della rinuncia all'eredità dipende da dove si presenta la dichiarazione. Se si va in tribunale si pagano solo i diritti di cancelleria, circa 200 euro in media.

Se si sceglie di farlo tramite notaio, i costi possono essere più alti, tra 300 e 600 euro circa, a seconda dello studio e della complessità della pratica.

In ogni caso, meglio valutare bene se conviene spendere per rinunciare o se vale la pena accettare con beneficio d'inventario, soprattutto se ci sono dubbi sui debiti lasciati dal defunto.

Chi può rinunciare all'eredità: guida completa e casi pratici | Funerale settore funebre
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